Aree interessate da eventi alluvionali

    Tema ambientale
    Data aggiornamento
    Autori

    Ilaria Prinzi, Luca Lanteri, Andrea Filipello

    Descrizione

    L’indicatore è ottenuto tramite analisi statistiche ed elaborazioni GIS dei dati contenuti nel PGRA – Piano di Gestione del Rischio Alluvioni.
    L’elaborazione conduce alla definizione di diverse superfici interessate da eventi alluvionali, distinte per ambiti territoriali, utilizzando l’ultimo aggiornamento disponibile al momento dell’elaborazione del dataset della Direttiva Alluvioni. 

    Scopo

    L’indicatore è finalizzato a fornire, a scala provinciale, un quadro della tipologia, dell’estensione e della distribuzione delle aree interessate da eventi alluvionali sul territorio regionale.

    Variabili

    Superficie allagata dal reticolo idrografico principale: Somma delle superfici allagate dal Reticolo idrografico principale per ciascuna provincia piemontese. Unità di misura: chilometri quadrati.

    Superficie allagata dal reticolo idrografico secondario collinare-montano. Unità di misura: chilometri quadrati.

    Superficie allagata dal  Reticolo idrografico secondario pianura. Unità di misura: chilometri quadrati.

    Superficie allagata nelle Aree costiere lacuali. Unità di misura: chilometri quadrati.

    Comuni interessati: Numero di comuni che presentano almeno un’area interessata da eventi alluvionali e relativa percentuale rispetto al totale dei comuni della provincia di riferimento. Unità di misura: numero.

    Principali riferimenti normativi e obiettivi

    Piano Gestione Rischio Alluvioni – PGRA, introdotto dalla Direttiva europea 2007/60/CE (recepita nel diritto italiano con D.Lgs. 49/2010 per ogni  distretto idrografico). L'obiettivo fissato dalla normativa è quello di fornire un quadro aggiornato delle condizioni di pericolosità da alluvione sull'intero territorio nazionale. Direttiva Alluvioni 2007/60/CE, adottato dalla Conferenza Istituzionale permanente dell'Autorità di Bacino del Fiume Po il 20 dicembre 2021.
    art. 7 del D.Lgs. 49/2010 attuativo della Dir. 2007/60/CE

    Descrizione della metodologia di elaborazione

    L’indicatore è derivato da elaborazioni GIS e analisi statistiche sui database PGRA, utilizzando l’ultimo aggiornamento disponibile al momento dell’elaborazione del dataset direttiva alluvioni (anno 2026). 

    I limiti amministrativi comunali e provinciali sono stati derivati dalla Base Cartografica di Riferimento Regionale (BDTRE anno 2019). 
    Delimitazione delle aree interessate da eventi alluvionali per tre scenari di piena: 
    •    frequente - tempo di ritorno 20-50 anni,
    •    poco frequente - tempo di ritorno 100-200 anni,
    •    raro - tempo di ritorno fino a 500 anni. 

    Le aree vengono individuate per ambiti territoriali: 
    •    reticolo idrografico principale (RP), 
    •    reticolo idrografico secondario collinare e montano (RSCM), 
    •    reticolo idrografico secondario di pianura (RSP), 
    •    aree costiere lacuali (ACL).

    I dati rappresentano l’aggiornamento del Piano di gestione del rischio di alluvioni, ai sensi dell’art. 14, comma 3 della Direttiva Alluvioni 2007/60/CE, precedentemente citata, adottato dalla Conferenza Istituzionale permanente dell'Autorità di Bacino del Fiume Po il 20 dicembre 2021. Pericolosità utilizzata per l'elaborazione del Rischio 2021.
     

    DPSIR
    Stato
    Impatto
    Tipologia indicatore
    Descrittivo (tipo A)
    Periodicità di aggiornamento
    Annuale
    Rilevanza
    È di portata regionale, nazionale o internazionale
    È semplice, facile da interpretare
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
    Misurabilità
    I dati di base sono adeguatamente documentati e di fonte nota
    I dati di base sono aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
    I dati di base sono facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    I dati di base hanno una adeguata copertura spaziale
    Solidità
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    È comparabile nello spazio
    Qualità dell'informazione

    Dal punto di vista metodologico, l’indicatore si basa su un approccio consolidato in ambiente GIS, fondato sull’utilizzo di geometrie preventivamente verificate sotto il profilo topologico, prima dell'esecuzione dei calcoli. L’indicatore deve essere interpretato come una fotografia della situazione regionale e, allo stato attuale, non è idoneo all’analisi di un trend temporale.

    Limitazioni: i dati relativi alle aree a diversa pericolosità idraulica sono soggetti nel tempo a continui aggiornamenti da parte degli Enti competenti; pertanto, per finalità diverse da quelle cui è destinato l’indicatore, è opportuno fare riferimento alle informazioni ufficiali pubblicate dalle autorità preposte.

    Frequenza di rilevazione dei dati

    L’aggiornamento della base dati PGRA è trimestrale

    Fonte dei dati

    Arpa Piemonte, Regione Piemonte

    Copertura spaziale

    Regione Piemonte

    Copertura temporale

    Dal 1968 al tempo presente