Produzione di rifiuti speciali totali

    Tema ambientale
    Data aggiornamento
    Autori

    Alessandra Laccisaglia, Simona Caddeo, Tommaso Niccoli

    Descrizione

    L’indicatore stima la quantità totale di rifiuti speciali prodotti in Piemonte. L’informazione è fornita in forma disaggregata per le seguenti tipologie: rifiuti speciali pericolosi, rifiuti speciali non pericolosi e rifiuti da costruzione e demolizione. Viene inoltre presentata la ripartizione per settore produttivo di origine dei rifiuti.

    Scopo

    Misurare la quantità totale di rifiuti speciali prodotti e valutare gli impatti dei settori produttivi, inclusi quello edilizio e quello del trattamento dei rifiuti e del risanamento ambientale. L’obiettivo è analizzare gli effetti delle attività umane, individuare e monitorare i cambiamenti, consentire confronti tra territori, supportare i processi decisionali e le politiche ambientali, anticipare criticità, promuovere strategie adeguate e valutare l’efficacia delle azioni intraprese.

    Variabili

    Tonnellate di rifiuti speciali prodotti per anno e percentuali distinte per settori produttivi, territori e tipologie di rifiuto. Unità di misura: tonnellate all'anno (t/a) e percentuale (%).

    Principali riferimenti normativi e obiettivi

    Direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti.

    D.Lgs. 152/2006  Norme in materia ambientale

    I rifiuti speciali sono definiti all'articolo 184, comma 3 , all’art. 179 viene ribadito l’ordine di priorità della gerarchia europea dell’art 4 della Direttiva relativa ai rifiuti: 
    •    prevenzione
    •    preparazione per il riutilizzo
    •    riciclaggio
    •    recupero di altro tipo, per esempio il recupero di energia
    •    smaltimento.

    D.lgs. 3 205/2010
    Disposizioni di attuazione della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008 relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive.

    Legge 221/2015
    Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali.

    Decisione della Commissione Europea 2000/532/CE sulla classificazione dei rifiuti pericolosi.

    D. lgs. 4/2008
    Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale.

    Legge 70/1994
    Norme per la semplificazione degli adempimenti in materia ambientale, sanitaria e di sicurezza pubblica, nonché per l'attuazione del sistema di ecogestione e di audit ambientale.

    Descrizione della metodologia di elaborazione

    La base informativa è costituita dalle dichiarazioni ambientali (MUD) presentate annualmente dai soggetti obbligati. I dati sono oggetto di una prima fase di bonifica, volta a correggere errori ricorrenti quali le doppie dichiarazioni e le incongruenze nelle unità di misura. Successivamente, le informazioni derivanti dalle singole dichiarazioni vengono aggregate per tipologia di rifiuto, settore produttivo, ambito territoriale o filiera produttiva.
    Per il settore edilizio (codice rifiuto EER 17 non pericolosi), i dati sono integrati tramite specifiche metodologie di stima, poiché, in base alla normativa vigente, tale comparto è interamente esentato dall’obbligo di dichiarazione. Per altri settori solo parzialmente esentati, invece, non vengono effettuate stime integrative.

    DPSIR
    Pressione
    Tipologia indicatore
    Descrittivo (tipo A)
    Periodicità di aggiornamento
    Annuale
    Rilevanza
    È di portata regionale, nazionale o internazionale
    È in grado di descrivere la tendenza senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
    È semplice, facile da interpretare
    È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
    Misurabilità
    I dati di base sono adeguatamente documentati e di fonte nota
    I dati di base sono aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
    I dati di base sono facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    I dati di base hanno una adeguata copertura spaziale
    I dati di base hanno una idonea copertura temporale
    Solidità
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    È comparabile nel tempo
    È comparabile nello spazio
    Qualità dell'informazione

    E’ noto che la sola analisi delle dichiarazioni MUD sottostimi la produzione reale, poiché non tutti i produttori sono tenuti a presentare la dichiarazione; risulta quindi necessario, soprattutto a livello nazionale, ricorrere a delle stime. I settori quantitativamente più rilevanti sotto questo profilo sono quello delle costruzione e demolizioni che genera rifiuti appartenenti al capitolo EER 17 (acronimo per Elenco Europeo dei Rifiuti) e quelli prodotti da impianti di trattamento dei rifiuti e delle acque.

    Il dato relativo alla produzione dei rifiuti speciali è disponibile sulla base delle informazioni estratte dalle dichiarazioni MUD; tuttavia, si assiste a una riduzione del tasso di copertura dell'informazione a causa dell’esenzione di alcune categorie di produttori, in particolare per i rifiuti non pericolosi. Il comma 3 dell'art. 189 del D.Lgs. n. 152/2006 ha, infatti, inizialmente esonerato tutti i produttori di rifiuti non pericolosi dall'obbligo di dichiarazione con un impatto significativo sulle dichiarazioni riferite ai dati 2006. Successivamente, fatta eccezione per i settori totalmente esentati, l'obbligo di dichiarazione è stato parzialmente reintrodotto con il D.Lgs. n. 4/2008, limitatamente alle imprese produttrici di rifiuti non pericolosi con più di 10 dipendenti.

    Per i settori esentati dall'obbligo di dichiarazione e per le piccole imprese la copertura della informazione è inferiore al 10%. Per compensare tale lacuna informativa, a livello nazionale ISPRA integra i dati mediante procedure di stima basate su studi di settore, correlazioni con il numero di addetti e dati provenienti dai gestori dei rifiuti. Arpa Piemonte non effettua tali stime se non per i rifiuti inerti derivanti da costruzione e demolizione. 
    Le differenze nelle stime della produzione di rifiuti speciali tra diversi soggetti evidenziano come i risultati delle analisi dei flussi di rifiuti siano fortemente influenzati dai criteri di aggregazione e dalle metodologie di adottati.

    Frequenza di rilevazione dei dati

    Annuale

    Fonte dei dati

    Dichiarazioni ambientali annuali (MUD) così come elaborate dalla Sezione Regionale del Catasto Rifiuti presso Arpa Piemonte

    Accessibilità dei dati di base

    I singoli MUD non sono accessibili. 

    I dati aggregati relativi alla produzione di rifiuti speciali, sia pericolosi sia non pericolosi, complessivi e distinti per capitolo dell’Elenco Europeo dei Rifiuti, sono resi disponibili e consultabili attraverso il Geoportale di ARPA Piemonte,

    Copertura spaziale

    Regionale, provinciale

    Copertura temporale

    Dal 2007 al tempo presente (ultima dichiarazione disponibile)