Descrizione
L'indicatore esprime l’anomalia della quantità annua di neve fresca cumulata rispetto alla climatologia di riferimento ed è definito dall'acronimo - di origine inglese, SAI, ovvero Indice Standardizzato di Anomalia. Consente di individuare anni caratterizzati da precipitazioni nevose significativamente superiori o inferiori alla norma, rendendo confrontabili nel tempo e nello spazio le variazioni del regime nivometrico e supportando l’analisi degli effetti dei cambiamenti climatici.
Essendo adimensionale, l’indice permette di integrare dati provenienti da stazioni situate in contesti geografici e altimetrici differenti, fornendo un’informazione sintetica e rappresentativa dell’andamento della neve fresca cumulata nelle diverse stagioni.
Valori prossimi allo zero del SAI indicano condizioni in linea con la media del periodo di riferimento (ad es. 1991–2020). Le stagioni con valori compresi tra il 1° e il 3° quartile possono essere considerate nella norma, mentre quelle con valori rientranti negli intervalli tra il 10° e il 25° percentile e tra il 75° e il 90° percentile sono da considerarsi anomale. Infine, le stagioni con valori inferiori al 10° percentile o superiori al 90° percentile sono classificate come eccezionali.
’Indice Standardizzato di Anomalia consente di individuare anni estremi - caratterizzati da scarsità o abbondanza di precipitazioni nevose, analizzare la variabilità interannuale e supportare studi relativi alle risorse idriche, agli ecosistemi e alle attività economiche (ad esempio il turismo invernale).
In breve, l’indicatore è finalizzato a:
- valutare le anomalie della precipitazione nevosa su base annua;
- evidenziare le stagioni nivometricamente estreme;
- supportare l’analisi dei cambiamenti climatici;
- consentire confronti spaziali e temporali standardizzati tra diverse aree.
Neve fresca annua: elaborata rispetto al valore medio e la deviazione standard di ogni singola stazione di misura per il periodo di riferimento. Unità di misura: cm.
Nessun riferimento e obiettivi fissati dalla normativa.
Il SAI (acronimo dell'espressione inglese Standardized Anomaly Index) è costruito in modo analogo ad altri indici standardizzati utilizzati in climatologia (ad esempio lo SPI - indice standardizzato di precipitazione), consentendo il confronto delle condizioni nivometriche tra aree diverse o tra aree simili situate a quote differenti.
L’indice SAI è calcolato, per ciascuna stazione e per ogni stagione, secondo la formula:
SAIₛ = (X − μ) / σ
dove:
X = quantità annua di neve fresca osservata;
μ = media climatologica del periodo di riferimento;
σ = deviazione standard.
In sostanza, ad ogni valore stagionale di ogni singola stazione viene sottratta la media del periodo di riferimento, il tutto è poi diviso per la deviazione standard dello stesso periodo. I valori di SAI ottenuti per le singole stazioni vengono successivamente mediati, al fine di ricavare un unico valore stagionale rappresentativo del territorio analizzato.
Dati
Qualificazione e uso indicatore
L’indice presenta un’elevata capacità sintetica e confrontabilità, grazie alla standardizzazione. Tuttavia, la qualità dell’indicatore dipende dalla lunghezza e dall’omogeneità delle serie storiche, nonché dalla rappresentatività delle stazioni considerate. In presenza di dati discontinui, l’indicatore può risultare meno rappresentativo su scala territoriale ampia.
I dati di base sono validati quotidianamente da un operatore e successivamente elaborati per il calcolo dell’indice sintetico.
Note tecniche
Dato aggregato su base stagionale
Arpa Piemonte
Arpa Piemonte, ultima stagione analizzata https://www.arpa.piemonte.it/sites/default/files/media/2025-11/RN24-25.pdf
Regionale
Dal 1961 al tempo presente.
La Neve sulle Alpi Piemontesi - Quadro conoscitivo aggiornato al cinquantennio 1961-2010 https://www.arpa.piemonte.it/sites/default/files/media/2024-05/la%20neve%20sulle%20alpi%20piemontesi.pdf

