Descrizione
L’indicatore misura le precipitazioni nevose in termini di altezza della neve fresca caduta nelle ultime 24 ore, espressa in centimetri, in una determinata area e in un definito periodo temporale. Per garantire uniformità, i centimetri di neve vengono conteggiati sull’intera stagione invernale, compresa tra il 1° novembre e il 31 maggio.
Il parametro consente di descrivere le caratteristiche climatiche del territorio e le variazioni nel regime delle precipitazioni solide, rappresentando un elemento utile per l’analisi degli effetti dei cambiamenti climatici sulle aree montane e collinari.
La variazione della frequenza e del quantitativo di neve fresca cumulata nel tempo costituisce un segnale delle differenze tra una stagione e l’altra e, nel lungo periodo, fornisce informazioni sul clima locale e sugli aspetti legati alla gestione delle risorse idriche, degli ecosistemi montani e delle attività socio‑economiche dipendenti dalla neve.
La disponibilità di serie storiche pluridecennali consente l’analisi delle tendenze climatiche; tuttavia, la rappresentatività spaziale dell’indicatore può essere influenzata dalla distribuzione delle stazioni meteorologiche, in particolare nelle aree montane caratterizzate da elevata variabilità altimetrica.
Inoltre, l’indicatore descrive esclusivamente la quantità di precipitazioni nevose e non fornisce informazioni dirette sulla quantità di neve al suolo, sulla durata del manto nevoso o sulla frequenza degli episodi nevosi.
Si fa notare, infine, che la neve, quando associata a informazioni sulla densità, può essere espressa anche come equivalente in acqua. In tal caso si utilizza lo SWE (Snow Water Equivalent) che rappresenta l’equivalente in acqua della neve, espresso in millimetri: indica cioè quanti millimetri d’acqua corrispondono a un determinato spessore di neve.
L’indicatore è utilizzato per descrivere il regime nivometrico e analizzare la variabilità climatica a scala locale e regionale. Il quantitativo di neve fresca cumulata è influenzato da diversi fattori meteorologici e geografici, quali temperatura dell’aria, quota, assetto orografico e circolazione atmosferica.
La variazione temporale di questo parametro rappresenta un indicatore sensibile delle modificazioni climatiche, in particolare nelle aree alpine e collinari, dove la neve costituisce una componente rilevante del bilancio idrologico. Può essere impiegato in combinazione con altri parametri climatici, come temperatura media, precipitazioni liquide totali e durata del manto nevoso.
L’indicatore è utilizzato per:
- descrivere la quantità delle precipitazioni nevose nel tempo e nello spazio;
- monitorare le variazioni dell’apporto nevoso stagionale;
- confrontare diverse aree territoriali e differenti periodi temporali;
- supportare la gestione del rischio legato agli eventi meteorologici invernali;
- contribuire alle attività di pianificazione e gestione territoriale nelle aree soggette a fenomeni nivometrici.
Neve fresca giornaliera. Unità di misura: cm.
Neve fresca cumulata mensile e stagionale. Unità di misura: cm.
Nessun riferimento e obiettivi fissati dalla normativa
Nel periodo compreso tra il 1° novembre e il 31 maggio, presso le stazioni nivometriche tradizionali, un operatore misura quotidianamente, su apposita tavoletta nivometrica, la quantità di neve fresca caduta nelle ultime 24 ore, alle ore 8:00 del mattino. I dati raccolti vengono inviati, tramite il modello standard di rilevamento (Modello 1 AINEVA) al database AINEVA, gestito dagli enti aderenti (in Piemonte, l’incarico è affidato ad ARPA Piemonte). Il previsore/validatore di turno analizza e valida i dati con cadenza giornaliera.
Dati
Qualificazione e uso indicatore
L’indicatore presenta una buona qualità complessiva, grazie alla disponibilità di serie storiche consolidate e all’adozione di metodologie standardizzate. Permangono tuttavia alcune criticità, legate alla disomogeneità spaziale delle stazioni (in particolare alle basse quote) e alle difficoltà di misura in condizioni di fusione o di precipitazione mista.
Analisi più dettagliate sono possibili quando alla raccolta manuale dei dati si affiancano misure di densità della neve, indispensabili per un calcolo più accurato dello SWE (Snow Water Equivalent). I dati provenienti dalle stazioni automatiche risultano differenti da quelli delle stazioni manuali; per poter essere analizzati congiuntamente e confrontati, i dati devono essere preventivamente corretti e uniformati.
Note tecniche
Giornaliera
Arpa Piemonte
Regionale
Dal 1925 al tempo presente. Fino al 1994 sono presenti esclusivamente stazioni manuali; a partire dal 1994 sono state introdotte anche stazioni automatiche.
La Neve sulle Alpi Piemontesi - Quadro conoscitivo aggiornato al cinquantennio 1961-2010 https://www.arpa.piemonte.it/sites/default/files/media/2024-05/la%20neve%20sulle%20alpi%20piemontesi.pdf

