Indice Standardizzato di Anomalia (SAI) di neve fresca

    Tema ambientale
    Data aggiornamento
    Autori

    Mattia Faletto

    Descrizione

    L'indicatore esprime l’anomalia della quantità annua di neve fresca cumulata rispetto alla climatologia di riferimento ed è definito dall'acronimo - di origine inglese, SAI, ovvero Indice Standardizzato di Anomalia. Consente di individuare anni caratterizzati da precipitazioni nevose significativamente superiori o inferiori alla norma, rendendo confrontabili nel tempo e nello spazio le variazioni del regime nivometrico e supportando l’analisi degli effetti dei cambiamenti climatici.

    Essendo adimensionale, l’indice permette di integrare dati provenienti da stazioni situate in contesti geografici e altimetrici differenti, fornendo un’informazione sintetica e rappresentativa dell’andamento della neve fresca cumulata nelle diverse stagioni.

    Valori prossimi allo zero del SAI indicano condizioni in linea con la media del periodo di riferimento (ad es. 1991–2020). Le stagioni con valori compresi tra il 1° e il 3° quartile possono essere considerate nella norma, mentre quelle con valori rientranti negli intervalli tra il 10° e il 25° percentile e tra il 75° e il 90° percentile sono da considerarsi anomale. Infine, le stagioni con valori inferiori al 10° percentile o superiori al 90° percentile sono classificate come eccezionali.

    Scopo

    ’Indice Standardizzato di Anomalia consente di individuare anni estremi - caratterizzati da scarsità o abbondanza di precipitazioni nevose, analizzare la variabilità interannuale e supportare studi relativi alle risorse idriche, agli ecosistemi e alle attività economiche (ad esempio il turismo invernale). 

    In breve, l’indicatore è finalizzato a:

    • valutare le anomalie della precipitazione nevosa su base annua;
    • evidenziare le stagioni nivometricamente estreme;
    • supportare l’analisi dei cambiamenti climatici;
    • consentire confronti spaziali e temporali standardizzati tra diverse aree.
    Variabili

    Neve fresca annua: elaborata rispetto al valore medio e la deviazione standard di ogni singola stazione di misura per il periodo di riferimento. Unità di misura: cm.

    Principali riferimenti normativi e obiettivi

    Nessun riferimento e obiettivi fissati dalla normativa.

    Descrizione della metodologia di elaborazione

    Il SAI (acronimo dell'espressione inglese Standardized Anomaly Index) è costruito in modo analogo ad altri indici standardizzati utilizzati in climatologia (ad esempio lo SPI - indice standardizzato di precipitazione), consentendo il confronto delle condizioni nivometriche tra aree diverse o tra aree simili situate a quote differenti.
    L’indice SAI è calcolato, per ciascuna stazione e per ogni stagione, secondo la formula:

    SAIₛ = (X − μ) / σ

    dove:

    X = quantità annua di neve fresca osservata;
    μ = media climatologica del periodo di riferimento;
    σ = deviazione standard.

    In sostanza, ad ogni valore stagionale di ogni singola stazione viene sottratta la media del periodo di riferimento, il tutto è poi diviso per la deviazione standard dello stesso periodo. I valori di SAI ottenuti per le singole stazioni vengono successivamente mediati, al fine di ricavare un unico valore stagionale rappresentativo del territorio analizzato.

    DPSIR
    Stato
    Tipologia indicatore
    Performance (tipo B)
    Periodicità di aggiornamento
    Annuale
    Rilevanza
    È di portata regionale, nazionale o internazionale
    È in grado di descrivere la tendenza senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
    È semplice, facile da interpretare
    È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
    Misurabilità
    I dati di base sono adeguatamente documentati e di fonte nota
    I dati di base sono aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
    I dati di base sono facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    I dati di base hanno una adeguata copertura spaziale
    I dati di base hanno una idonea copertura temporale
    Solidità
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Possiede elementi che consentono di correlarlo a modelli economici, previsioni e sistemi di informazione
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    È comparabile nel tempo
    È comparabile nello spazio
    Qualità dell'informazione

    L’indice presenta un’elevata capacità sintetica e confrontabilità, grazie alla standardizzazione. Tuttavia, la qualità dell’indicatore dipende dalla lunghezza e dall’omogeneità delle serie storiche, nonché dalla rappresentatività delle stazioni considerate. In presenza di dati discontinui, l’indicatore può risultare meno rappresentativo su scala territoriale ampia.

    I dati di base sono validati quotidianamente da un operatore e successivamente elaborati per il calcolo dell’indice sintetico.

    Frequenza di rilevazione dei dati

    Dato aggregato su base stagionale

    Fonte dei dati

    Arpa Piemonte

    Accessibilità dei dati di base
    Copertura spaziale

    Regionale

    Copertura temporale

    Dal 1961 al tempo presente.

    Riferimenti bibliografici

    La Neve sulle Alpi Piemontesi - Quadro conoscitivo aggiornato al cinquantennio 1961-2010  https://www.arpa.piemonte.it/sites/default/files/media/2024-05/la%20neve%20sulle%20alpi%20piemontesi.pdf