Attività totale dei radionuclidi scaricati in acqua dagli impianti nucleari

Quantità di radioattività rilasciata annualmente nell’ambiente tramite scarichi di effluenti liquidi, rapportata ai limiti di scarico autorizzati. Lo smaltimento nell’ambiente di effluenti radioattivi liquidi e aeriformi da parte degli impianti nucleari è, infatti, soggetto a specifica autorizzazione che stabilisce sia i limiti massimi di radioattività rilasciabile – definiti mediante la cosiddetta formula di scarico – sia le modalità con cui lo scarico deve essere effettuato.
In collaborazione con l’ISIN, l’ARPA Piemonte effettua, a integrazione del monitoraggio ambientale di routine, il controllo degli scarichi di effluenti radioattivi liquidi attraverso il campionamento e l’analisi dei serbatoi di raccolta prima di ogni scarico.

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Concentrazione di Attività Cs-137 nel latte

La rilevazione di contaminanti aeriformi rappresenta di solito il primo segnale della dispersione su larga scala di radionuclidi artificiali nell’ambiente, derivante da incidenti radiologici o nucleari significativi. Questo processo è seguito dalla deposizione al suolo di materiale radioattivo che può quindi trasferirsi nella catena alimentare. Il latte è una tra le matrici più vulnerabili e significative, anche per il suo largo consumo.

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Concentrazione di Attività Cs-137 nella deposizione al suolo

La deposizione al suolo di materiale radioattivo e il suo successivo trasferimento nella catena alimentare avvengono in seguito alla dispersione su larga scala di radionuclidi artificiali in atmosfera, tipicamente conseguente a incidenti significativi. 

In generale, la rilevazione di contaminanti aeriformi costituisce il primo segnale di una possibile contaminazione: è infatti molto precoce e sensibile, ma riflette una situazione in rapida evoluzione. Al contrario la misura delle deposizioni al suolo fornisce indicazioni sull'evoluzione della contaminazione nel più lungo periodo.

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Concentrazione di attività di Radon Indoor comunale

Stima della concentrazione media di radon in aria negli ambienti confinati (abitazioni, scuole, luoghi di lavoro) a livello comunale. L’esposizione a elevate concentrazioni di radon è causa dell’aumento del rischio di tumori al polmone e l'indicatore rappresenta il parametro di base per valutare l’impatto sulla popolazione di questo gas naturale radioattivo.

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Dose gamma assorbita in aria per esposizioni a radiazioni cosmica e terrestre

La dose gamma outdoor in aria è dovuta alla radiazione cosmica e quella terrestre, la componente terrestre varia in funzione del luogo in cui avviene l’esposizione in ragione del variabile contenuto di radioattività nelle diverse litologie. La componente cosmica varia in funzione dell’altezza rispetto al livello del mare, in generale aumenta in modo quasi lineare con l’aumentare della quota, fino ai 20.000 m s.l.m circa. Per questo motivo, i dati riportati sono distinti per ambienti montani, collinari e di pianura.

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Quantità di rifiuti radioattivi

L’ISIN (Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione) cura la predisposizione e l’aggiornamento annuale dell’Inventario nazionale dei rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito, fornendo un quadro informativo oggettivo, puntuale e aggiornato. Tale strumento supporta le attività istruttorie e di vigilanza dell’Istituto, orienta il legislatore nella definizione di politiche e interventi adeguati e assiste le Autorità competenti nello svolgimento delle proprie funzioni istituzionali. Poiché il territorio piemontese ospita una quota rilevante dei rifiuti radioattivi nazionali e quasi la totalità del combustibile nucleare esaurito, l’indicatore consente di confrontare la situazione regionale con quella del resto d’Italia.

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Strutture autorizzate all’impiego di sorgenti radioattive e di macchine radiogene in Piemonte

Numero e distribuzione sul territorio dei detentori di sorgenti di radiazioni ionizzanti (materie radioattive e macchine radiogene) sia in regime di sola notifica (art. 46 del D. Lgs. 101/2020) che in regime autorizzativo (artt. 50, 51 e 52 del D. Lgs. 101/2020). 

Il D.Lgs. 101/2020 disciplina le attività che espongono a radiazioni ionizzanti attraverso diversi regimi amministrativi, modulati in base all’entità del rischio: la notifica per le pratiche di minore impatto e il nulla osta (suddiviso nelle categorie A o B) o il decreto ministeriale per quelle più rilevanti.  La normativa di settore prevede inoltre l’obbligo di registrazione al sito istituzionale dell’ISIN – STRIMS – di tutti gli operatori del settore, che devono trasmettere le informazioni relative alla tipologia e alla quantità delle sorgenti detenute.

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